venerdì

V Domenica di Quaresima - Commento tratto da omelia di P.Ermes Ronchi

Mosè ordina di uccidere quelle così. E tu, cosa dici? Il maestro si china e scrive col dito sulle pietre del cortile. Gesù evita perfino di guardarci in faccia quando ci lasciamo prendere dai nostri furori di accusare e di farci giustizia; evita perfino di incrociare il nostro sguardo, quando questo ha come obiettivo la morte.
Chi è senza peccato scagli per primo la pietra contro di lei. Gesù non rinnega la legge, chiede solo che chi si erge a difensore della legge per condannare gli altri, sia il primo a praticarla. Se ne andarono tutti, cominciando dai più vecchi. Tutti: per dire che nessuno ha il diritto di condannare. Gesù rimane solo con la donna. Si alza. Un gesto bellissimo: si alza davanti all'adultera, come ci si alza davanti alla persona attesa e importante; si alza, dal selciato di pietra alla donna, dalla polvere agli occhi di lei. Cosa hai visto Signore in quegli occhi? La paura di morire, la vergogna, il baratro nero della morte, un brivido di speranza? 
E le parla. Nessuno le aveva parlato, era solo una cosa trascinata là in mezzo. E la chiama donna. Gesù non vede una peccatrice, vede una donna, fragile certo, ma vera, che vuole vivere, capace di amare molto e per questo molto le è perdonato. Lei non è il suo errore; non appartiene più al suo passato, ma al suo futuro, ai semi che verranno seminati, alle persone che verranno amate, ai progetti da realizzare. Dove sono? Quelli che sanno solo lapidare e seppellire di pietre, dove sono? Non qui devono stare. Quelli che sanno solo vedere peccati intorno a sé, e non dentro di sé, dove sono? Non qui. Gesù vuole che scompaiano gli accusatori; come sono scomparsi dal suo campo visivo, così devono scomparire dal cerchio dei suoi amici, dai cortili dei templi, dalle navate delle chiese. Neppure io ti condanno. Gesù non giustifica l'adulterio, non banalizza la colpa, ma fa ripartire la vita, riapre il futuro. Il cuore del racconto non è il peccato da condannare o da perdonare, ma un Dio più grande del nostro cuore, la cui prima legge è che l'uomo viva. 
Va' e d'ora in avanti... «Verginità è salpare ad ogni alba verso terre intatte» (D. Montagna). Ciò che conta è andare, d'ora in avanti, è questa promessa di strade, di grano che matura nel sole, è profezia di umanità nuova. Non darmi, Signore, l'innocenza: è un miracolo che non so portare; quella conservala per i tuoi santi che sanno custodirla senza orgoglio. A me concedi la grazia di vederti mentre ti alzi in piedi davanti a me e mi parli, l'umiltà di lasciare cadere di mano tutte le pietre che avevo preparato, la gioia di sentirmi perdonato da te. E non lancerò mai più pietre.
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